Quando la Storia non è scritta dai “grandi”…

Quando la Storia non è scritta dai “grandi”…

C’è un libro di Storia che non è stato mai scritto: quello che ricostruisce, analizza e ricorda, nel loro insieme, eventi e personaggi legati ai microcosmi territoriali. La somma di tali entità finisce, però, per dare luogo e comporre, in un infinito mosaico, una nazione e, andando oltre, i continenti. L’evolversi di una società, del suo progredire per migliorarsi è senz’altro legato alla perspicacia dei governi ed oggi, sempre più,  alle grandi e globalizzate interconnessioni economiche, anche se, in fondo, tutto pian piano prende forma dalle “piccole quotidianità”. E’ in questi spazi angusti, fatti da volontà, sacrifici e difficili concretizzazioni, apparentemente irrilevanti e poste in essere da persone comuni, che nasce la spinta primordiale per la crescita sociale e culturale di una collettività. Qualcuno le chiama le pagine della “Piccola Storia” che strappano solo qualche riga nelle colonne locali dei quotidiani. Vi riportiamo di seguito una di queste vicende che appartiene ad un angolo di questa nostra Italia, dove si ringrazia un amico che non c’è più: un tale “Otello”, uno dei tanti, che con la storia blasonata non ha nulla a che vedere perché nel lavorare e nell’ideare il futuro, per se e per gli altri, era solito rimboccarsi le maniche…

GRAZIE, OTELLO !

OTELLO ZACCHINI«C’è un vecchio adagio che più o meno recita così: tutti siamo necessari, utili, ma nessuno è indispensabile. Un proverbio che a dire il vero a noi non piace tanto, perché da una parte massifica troppo e dall’altra non rende giustizia a nessuno. Soprattutto a quelle persone che al mondo si rendono utili ed ideative, nel grande e nel piccolo, ed anche nella quotidianità. Persone senza le quali, senza il loro esistere o vivere, siamo convinti, che determinati eventi avrebbero preso  un corso diverso, oppure, addirittura, non si sarebbero verificati affatto. Una di queste persone, che noi riteniamo sia stato un “indispensabile”, è proprio Otello Zacchini, senza di lui, senza la sua inventiva, la sua caparbietà, le sue intuizioni, la sua professionalità ed il suo entusiasmo (unitamente ad altri coraggiosi imprenditori) il Centro Commerciale Top 16 di Tarquinia, oggi fonte occupazionale diretta ed indiretta per centinaia di famiglie, non sarebbe mai esistito. Ma, il “Presidente da sempre”, Otello Zacchini è stato molto di più. Con il suo esempio, la costante CENTRO COMMERCIALE TOP16 - TARQUINIA (VT)presenza nelle organizzazioni di categoria locali e provinciali come la Confcommercio, ha permesso nel tempo al mondo imprenditoriale di prendere sempre più coscienza del proprio ruolo precorrendo in un certo senso i tempi. Il suo carattere indomito ha permesso in via mediata o diretta a lanciare iniziative prettamente commerciali, turistiche e di richiamo per la nostra città, ma soprattutto ci ha insegnato a non demordere mai, nella vita e nelle nostre aziende, e che nulla è mai perduto. Questa è la più grande eredità che ci ha lasciato.»

AssoGestoriTop16


Ricordo di Otello

Enrico Benedetti 11/2/1890 - Foto da Archivio Benedetti «Mai avrei immaginato di prendere la parola in una simile occasione, ma penso di doverlo fare perché ritengo che questo sia il mio dovere di fronte alla famiglia di Otello Zacchini, che oggi lo piange, davanti agli amici che si guardano sbigottiti per l’inatteso lutto, davanti a quanti sono presenti a questa cerimonia, davanti alla città di Tarquinia tutta, che penso debba ricordarlo come uno dei figli più affezionati e più impegnati a suo favore.

Con lui ci siamo conosciuti tutta una vita, da quando eravamo ragazzi e ognuno di noi si batteva, forse ancora inconsciamente, per guadagnare un futuro alla famiglia.

Una vita di lavoro e di impegno, la sua, non sempre in assoluto ricca di soddisfazioni, mai deturpata, però, da vigliaccherie o da forzature per imporre il proprio tornaconto a danno di altri più deboli.

Ai più giovani vorrei ricordare gli impegni che Otello ha assunto, battendosi per la categoria dei commercianti di cui faceva parte, di come vivesse e provasse per primo, sulla propria pelle le scelte, che per il tempo in cui furono proposte, da molti, da troppi, furono considerate alla stregua di sogni a occhi aperti o perlomeno di sconsiderati azzardi.

L’idea della zona commerciale, quella del Top 16 gli procurarono critiche, invidie ed accuse, che il tempo in massima parte ha smentito, facendo giustizia di tante voci malevole, ma che negli anni hanno contribuito a minare la sua salute.

Otello ZacchiniCon Otello abbiamo combattuto in tante occasioni fianco a fianco, anche se non sempre abbiamo condiviso scelte di lotta e di soluzioni dei tanti problemi con i quali la nostra categoria si è trovata a lottare per affermare conquiste e progressi comuni, avendo il coraggio spesso di affrontare anche autorità e sistemi di potere pronti a sbarrare la strada.

Mai però, io e lui, ci siamo trovati divisi su un impegno comune, quello di profondere ogni forza e ogni iniziativa a favore della nostra città. Un impegno che tutti e due abbiamo pagato a caro prezzo con la nostra salute: più fortunato io a riprendermi qualche anno fa, meno Otello tanto da non poter più recuperare. E’ un prezzo che gli uomini liberi sono chiamati a pagare, proprio in nome di quella libertà che li aiuta a tenere la testa alta, senza dover piegarla a sopraffazioni che insidiano la vita di chi non vuole sottomettere il suo orgoglio e la sua indipendenza a un sistema che fa di tutto per annullare le individualità meno sofferenti di imposizioni e soprusi.

Addio, caro Otello, te ne vai lasciando però dietro di te la lunga scia delle tue realizzazioni, di quanto hai fatto per Tarquinia e per tanti giovani che magari non ti hanno conosciuto personalmente, ma che, attraverso la tua opera possono avere oggi speranze e occasioni di un lavoro che renda sicuro il loro avvenire.»

  Cav. Enrico Benedetti
imprenditore
consigliere Università Agraria Tarquinia

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